martedì 25 ottobre 2011

La ricetta per un cliente fedele

"Servire è dominare" è un proverbio cinese che dura da 5000 anni.

Più (e prima) la gente d'affari impara che il servizio è la parte più importante, più guadagnerà una reputazione di azienda e persona onesta, etica, servizievole e sincera, degna di un nuovo ordine o di una raccomandazione.

UN OTTIMO SERVIZIO CREA NUOVI ORDINI.
Quello che succede nel periodo tra la conclusione della prima vendita e il momento in cui il cliente dovrà fare un nuovo ordine, determina a chi si rivolgerà.

La parte di "servizio" nel tuo rapporto con i clienti determina il destino dei tuoiaffari futuri.

Un ottimo servizio crea un passaparola positivo.

Un passaparola positivo BATTE la pubblicità tradizionale 1000 a 1.

Quale "parola" passa in giro su di te?

TUTTI I CLIENTI CHIEDONO ASSISTENZA.
La domandona è: tu come rispondi?
Quella risposta crea la tua reputazione.
Quella reputazione ti porta alla crescita o al fallimento.
Ed è sotto il tuo controllo.

Perchè alcuni tuoi clienti ti amano e altri ti odiano?
Perchè alcuni ti sono fedeli e altri ti mollano?
Cosa puoi fare per rendere memorabile il tuo servizio?
Che cosa fai per mantenere la fedeltà dei tuoi clienti?

La fedeltà è l'obbiettivo più difficile da ottenerecon il servizio clienti.
Ma una volta che ce l'hai, hai qualcosa che i tuoi concorrenti non avranno mai: il prossimo ordine.

Dai risposte e soluzioni, non scuse. E' questo che vogliono i clienti.

Chiama cinque clienti a caso, e chiedigli come si sentono a fare affari con te.
Chiedigli anche perchè farebero ancora affari con te.

Poi chiamai tuoi cinque migliori clienti e chiedigli perchè faranno ancora affari con te.
Poi chiama cinque clienti che hai perso e scopri perchè li hai persi.

Queste venti risposte, combinate e analizzate, ti daranno le risposte che ti servono per crescere e prosperare grazie a clienti nuovi e clienti vecchi che hai fidelizzato.


Estratto da: Il libretto di Platino del Guadagno, di Jeffrey Gitomer

giovedì 20 ottobre 2011

In questa intervista, su Antenna 3, parlo anche di marketing turistico

giovedì 13 ottobre 2011

Una straordinaria storia di posizionamento di marketing

Quella che ti racconto in questo post, è una straordinaria storia di posizionamento di marketing: diventare il dottore dei cinesi a Prato.

L'idea vincente è di Pietro Ticci, un giovane medico che ha scelto di lavorare a Prato, in Toscana.

Quella che segue è l'intervista che il giornalista de La Nazione, Stefano Cecchi, ha pubblicato domenica 9 ottobre 2011.

Ti consiglio di leggerla con molta attenzione, perché contiene dei suggerimenti di marketing e, in particolar modo, di posizionamento, molto interessanti.

Quello che per molti poteva essere considerato un problema (coesistere con i cinesi), Ticci lo ha fatto diventare un punto di forza.

I miei complimenti a Pietro Ticci: pur facendo il medico di mestiere, ha dimostrato di conoscere il marketing meglio di molti imprenditori che conosco io.

Giancarlo Fornei
Formatore Motivazionale, Scrittore & mental Coach
"Il Coach delle Donne"


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Un'infermiera interprete per il medico che cura mille asiatici
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L'idea vincente di Pietro Ticci: "Il problema è convincerli a non usare medicinali fatti in casa".

Quando arrivò a Prato sei anni fa ebbe l'idea fulminante: diventare medico dei cinesi.

Detto fatto, in breve ha conquistato millecento mutuati, tutti rigorasamente con gli occhi a mandorla.

Ha aperto l'ambulatorio nel cuore di Chinatown ed ha rotto il tabù (che in verità tanti suoi colleghi avevano cominciato ad infrangere dagli anni Novanta), per cui i cinesi fanno tutto da soli.

Compreso curarsi.

Lui è Pietro Ticci, e non potrebbe lavorare senza la segretaria-infermiera-interprete dall'italianissimo nome di Cristina, grazie alla quale fra medico e pazienti si è smesso di comunicare a gesti (con tutti i rischi del caso) per passare alla parola.

La novità è passata di bocca in bocca nella comunità cinese e presto Ticci ha raggiunto il tetto dei pazienti.

Tutti volevano quel medico con cui ci si poteva capire facilmente.

E magari rivolgendosi a lui hanno ridotto l'autarchia in campo sanitario che ancora stenta ad esser rimossa del tutto: di norma i cinesi si curano da soli, con ambulatori spesso improvvisati che si rivelano autentiche cliniche dell'orrore.

Con Ticci invece, si viaggia nei binari della legalità.

"Il problema - rivela il medico - è convincerli al fatto che non posso accettare medicinali cinesi usati non di rado anche per gli aborti clandestini".

Con Ticci e i molti suoi colleghi con pazienti cinesi si fa un passo avanti verso l'integrazione.

Al resto pensa l'Asl con interpreti, traduttori e mediatori culturali.

Ma resta il dottor Ticci, il preferito dai cinesi. Grazie anche all'affabilità e al sorriso di Cristina.


Fonte notizia: La Nazione domenica 9 ottobre 2011